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22/01/2016

Su Office Automation: Tiesse partecipa allo Speciale sull'Internet delle cose

Speciale "Internet of Things" su Office Automation, n. 12 del 2015.

I primi passi dell’internet delle cose

Internet of Things. Nel 2015 è stato il grande tema di innovazione ICT dell’anno, sebbene sia già dibattuto da molto più tempo. Mai però come in questi ultimi dodici mesi l’argomento ha richiamato ampio interesse e curiosità da parte di possibili aziende utenti di queste applicazioni e da quegli operatori del settore che, potendo contare su determinate esperienze specifiche in particolari aree verticali, volevano capire come poteva essere possibile coniugare questo nuovo paradigma tecnologico con il loro business.

Dopo dodici mesi quindi di fervente attività da parte dei più diversi promotori dell’Internet of Things, val la pena di capire se lo stato dell’arte ha fatto dei passi realizzativi concreti. Per questo motivo abbiamo quindi deciso di aprire le pagine della nostra rivista a una insieme diversificato di operatori che oggi operano sul mercato italiano con un’offerta orientata alla Rete delle Cose. Dai grandi player tecnologici internazionali ai system integrator che operano a livello nazionale, dalle startup specializzate sul tema a fornitori specializzati in alcune nicchie che hanno deciso di aggiornare le loro soluzioni secondo le logiche IoT.

Tutti gli interpellati hanno fornito insieme alle loro opinioni di valore su questo nascente mercato anche un dettagliato posizionamento della loro offerta, che consente al lettore di cogliere immediatamente come l’argomento IoT risulti particolarmente articolato e complesso.

Ma oltre a chiedere una valutazione su come le realtà italiane potenziali clienti dell’Internet of Things, imprese e pubbliche amministrazioni, si stanno muovendo sul tema, abbiamo poi voluto affrontare brevemente il complesso tema delle competenze, nella convinzione che proprio il nodo dell’implementazione dei progetti IoT sia centrale per dare ‘cuore e gambe’ a questa nuova tecnologia e che per fare questo non si potrà che coinvolgere il canale degli operatori ICT esistente e/o pensare di costruirne uno nuovo, non necessariamente alternativo all’altro. È questa secondo noi la vera sfida che chiunque proponga oggi l’Internet of Things al mercato italiano dovrà affrontare nel 2016. Qui di seguito quindi le tre domande che abbiamo posto ai nostri interlocutori e nelle pagine successive le risposte cha abbiamo ricevuto. Buona lettura (r.v.)

Risponde Mario Ciofalo, presidente di Tiesse

Qual è oggi lo scenario dell’Internet of Things in Italia e a livello europeo/mondiale. Rispetto alla vostra esperienza come giudicate l’interesse dimostrato su questo tema dall’aziende clienti del nostro Paese rispetto a quelle straniere?

L’interesse delle aziende italiane, che abbiamo sperimentato, riflette il trend che emerge dalle analisi di mercato e i dati riportati annualmente dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, a cui la nostra azienda contribuisce ogni anno. In particolare notiamo una crescita nel settore utility con soluzioni di smart metering e smart grid. Soprattutto per quanto riguarda il settore energia e smart grid nel 2015 si è assistito al passaggio da progetti sperimentali riservati a piccole aree geografiche al primo progetto italiano su scala regionale denominato “Puglia Active Network”.

Anche nei mercati esteri, con diverse articolazioni a seconda dei Paesi, grande è l’interesse nei segmenti di mercato del gas e dell’energia, con particolare enfasi nel settore smart grid. Sempre all’estero, inoltre, le grandi corporation multinazionali stanno investendo sempre più in ‘soluzioni custom’ finalizzate a dotare le loro apparecchiature di un dispositivo provvisto delle principali connettività (LTE e Vdls in primis), per le quali si avvalgono di aziende di networking come Tiesse, capaci di fornire nel tempo una connettività ‘up to date’ che funzioni in  tutto il mondo, unitamente alla affidabilità di chi in questo mercato è presente in modo organico e competitivo.

Nell’ambito di un tema così vasto come quello dell’Internet of Things qual è il posizionamento della vostra offerta, e quali sono le principali partenrship tecnologiche che annoverate in questo settore?

Tiesse progetta e produce interamente in Italia router e dispositivi M2M con connettività tradizionale wired e radio mobile cellulare. Investiamo risorse e mezzi per lo sviluppo e la ricerca e siamo pronti alle nuove sfide delle tecnologie di rete, fattore abilitante e imprescindibile degli scenari IoT. I nostri prodotti rispondono alle esigenze di bassa latenza, basso consumo, sicurezza, affidabilità trasmissioni in tempo reale priorità del traffico critico e funzionalità specifiche a seconda della soluzione applicativa. Collaboriamo attivamente con tutti i leader di chipset per reti cellulari LTE per mettere a punto la migliore soluzione possibile aumentando la competitività economica. I nostri prodotti prima del rilascio sul mercato sono testati e validati dai laboratori degli operatori Telco e dai laboratori accreditati di collaudo e certificazione di componenti e apparati.

I prodotti a catalogo di Tiesse, per quanto sopra espresso, sono di elevata qualità, utilizzabili in tutto il mondo e molto competitivi. Grazie a queste caratteristiche Tiesse, forte delle prestigiose forniture conseguite sul mercato domestico, ha avviato un progetto di internazionalizzazione, con priorità negli USA, Cina e Giappone, per la distribuzione dei prodotti a catalogo, e intensificato il focus sui progetti e soluzioni ‘custom’, dove sono già in fase di rollout alcuni grossi progetti internazionali.

Rispetto ai tradizionali operatori del canale ICT, il tema Internet of Things che impatto ha sul fronte  del profilo di rivenditori/system integrator? È sufficiente un aggiornamento delle competenze oppure pure bisogna allargare lo sguardo coinvolgendo altre tipologie di partner che oggi sono al di fuori del mondo ICT?

L’Internet of Things coinvolge oggi un mercato in costante aumento sia in termini economici che in termini di volumi di dati e sono sempre più le aziende a vocazione non ICT che si strutturano con divisioni interne dedicate all’IoT. Scenari in cui il ruolo di aggregatore di servizi e soluzioni acquista sempre maggiore importanza.

Si delinea un canale in cui i ruoli dei diversi attori distributori, rivenditori, system integrator e vendor è maggiormente integrato, e in cui le competenze e la capacità di aggregare saranno fattori di successo.

Diverso è il discorso per le ‘soluzioni custom’ per le quali, come da sempre avviene per la componentistica,  come per esempio nell’automotive, le grandi corporation ricercano un rapporto diretto e soggetto a totale riservatezza con società di networking grandi abbastanza da garantire la piena competenza delle tecnologie associate, derivanti da un consolidato ‘installed base’ presso clienti con grandi reti mission critical, e piccole abbastanza per essere interessate e affidabili nel garantire un rapporto di medio/lungo termine.