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11/07/2017

Key4Biz: Serve una difesa sistemica del made in Italy - Intervista a Mario Ciofalo (Tiesse)

Appello al Governo di Mario Ciofalo, presidente di Tiesse: ‘La politica faccia di più per promuovere il made in Italy sia in Italia che all’estero, bisogna aiutare le Pmi a crescere e fare sistema’

a cura di Paolo Anastasio | 11 luglio 2017, ore 10:45
Mario Ciofalo

“Serve una difesa sistemica, in prima battuta delle nostre aziende italiane e poi di quelle europee. Lo fanno tutti, in barba agli accordi internazionali, a partire da Trump, che ha vinto le elezioni con lo slogan “America first”, per non parlare della Cina”. La pensa così Mario Ciofalo, presidente di Tiesse, l’azienda di Ivrea specializzata in router e dispositivi M2M interamente made in Italy per il mercato del gaming, delle smart grid e della sicurezza. Tiesse è impegnata a esportare in Cina e negli Stati Uniti  i suoi prodotti, nonostante le forti barriere all’ingresso che caratterizzano il mercato globale.

Key4biz. Presidente, troppo protezionismo frena l’internazionalizzazione delle nostre aziende?

Mario Ciofalo. Di certo le aziende italiane come Tiesse non hanno vita facile all’estero. Basti pensare che le esportazioni dell’Italia in Cina nel 2016 sono state pari a 11,07 miliardi di euro, mentre il valore delle importazioni ha raggiunto quota 27,08 miliardi. La Cina ha invaso i nostri mercati ma non consente affatto di entrare nel loro, soprattutto sulle tecnologie innovative. Ne sappiamo qualcosa noi di Tiesse, visto che stiamo provando a portare la nostra tecnologia made in Italy nel paese asiatico, ma con grosse difficoltà. Assai simili a quelle che incontriamo in America.

Key4biz. La politica di casa nostra dovrebbe fare di più per il made in Italy?

Mario Ciofalo. Per la verità, alcuni progressi ci sono stati. Ad esempio, l’indicazione del paese di origine dei prodotti alimentari, voluta con determinazione dal ministro Martina. Il finanziamento delle aziende innovative, legato al numero di laureati dedicati alla Ricerca e Sviluppo, le recenti disposizioni relative all’Industria 4.0 e qualche altro intervento mirato è stato fatto.

Key4biz. Ma è abbastanza?

Mario Ciofalo. Occorre una politica di più ampio respiro e di maggior impegno allo sviluppo industriale dell’Italia e dell’Europa. Serve più determinazione e maggior fiducia nelle nostre capacità, come dice Matteo Renzi, ma con maggior sistematicità e concretezza per raggiungere il risultato, soprattutto a livello internazionale.

Key4biz. Com’è il quadro economico del nostro paese?

Mario Ciofalo.  Abbiamo una grande industria, che però si è indebolita nel corso degli anni. E’ necessario uno sforzo di sistema perché il nostro paese torni ad essere competitivo a livello globale. Tiesse fa la sua parte, come altre aziende italiane, come dimostra l’adozione da parte di TIM dei nostri router per la videosorveglianza al recente G7 che si è tenuto in Italia a Taormina. Ma bisogna fare di più per aiutare le tante Pmi del nostro paese che vogliono intraprendere un percorso di internazionalizzazione, innanzitutto sostenendole in Italia.

Key4biz. Come?

Mario Ciofalo.  Facciamo leva sui nostri punti di forza e minimizziamo le debolezze. Il grosso della nostra economia e delle esportazioni è basato appunto sulle Pmi, che non vanno considerate come un tallone d’Achille ma come un elemento di forza del nostro sistema produttivo. Bisogna aiutarle a crescere e a fare sistema per competere prima in Italia e poi sul mercato globale. Servono iniezioni massicce di digitale per superare il gap che ci separa con l’estero e cogliere opportunità di business che sono alla nostra portata. Basta volerlo e perseguire i propri obiettivi con tenacia e dedizione.

 

Key4biz. Quali auspici per il futuro?

Mario Ciofalo. Non dobbiamo chiuderci, perché la liberalizzazione dei mercati è giusta e a noi serve perché, ad esempio, ci può permettere di trovare nuove fonti di business per il nostro made in Italy all’estero, tramite l’eCommerce delle Pmi. Ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia, e dobbiamo esigere nei fatti, come sta facendo l’Antitrust Ue nei confronti dei giganti Usa della Rete, parità di diritti e opportunità con tutti e da parte di tutti.